La filosofia di Altered Carbon
Altered Carbon è il primo romanzo di una trilogia cyberpunk di fantascienza distopica scritta da Richard K. Morgan nel 2002[1]. Da esso sono stati tratti diversi adattamenti cinematografici[2] e una graphic novel. Qui si farà esplicito riferimento alla prima serie apparsa su Netflix a partire dal 2018.
In particolare, tralasciando la trama dettagliata dell’opera, analizzeremo il sostrato filosofico principale: la possibilità di racchiudere i contenuti mentali dell’individuo umano in un supporto tecnologico (la ‘pila corticale’, impiantata alla base della colonna cervicale), vero nucleo dell’identità individuale, mentre il corpo fisico altro non è che una ‘custodia’, perciò stesso intercambiabile a piacimento (in realtà in base alla disponibilità economica del soggetto). Ne consegue che la morte della ‘custodia’ a seguito di malattie o traumi, non comporta la perdita dell’identità individuale, trasferibile ad libitum in corpi successivi sempre nuovi e diversi, fino alla ‘Vera Morte’, consistente nella distruzione, accidentale o volontaria, della ‘pila corticale’.
Discuteremo le caratteristiche di questo assunto, il suo legame con quel network di teorie, tecno-filosofiche, sociologiche ed escatologiche che vanno sotto il nome di transumanesimo (TH), illustrando brevemente di questo gli aspetti fondamentali, la sua evoluzione storica, le sue debolezze concettuali.
[1] R. Morgan, Altered Carbon. Gli altri due romanzi sono Angeli spezzati (Broken Angels) e Il ritorno delle furie (Woken Furies) rispettivamente del 2003 e del 2005. Altered Carbon ha vinto il Philip K. Dick Award nel 2003.
[2] Netflix ha prodotto appunto due serie a partire dal 2018 appunto col titolo Altered Carbon e un anime: Altered carbon: Reesleved. (2020).